giovedì 21 agosto 2008

"Il vero Bobo sono io"

Tutti conosciamo Bobo e riconosciamo il carattere autobiografico del fumetto.
L'autore, Sergio Staino, ha addirittura dato al personaggio una famiglia che è specchio della propria, dalla moglie peruviana Bruna (Bibi, nel fumetto) ai figli Ilaria e Michele.
Il volto di Bobo, invece, non ricorda affatto quello dell'autore. Per il protagonista delle sue storie Staino si è, infatti, ispirato all'amico Gianni Carino.
Carino, fumettista, grafico pubblicitario e sceneggiatore, è nato a Parigi nel 1948 da genitori napoletani, ma vive e lavora in Emilia Romagna.
Ricorda Carino: "Io e Staino militavamo nel PCD'I-ML, il partito comunista d'Italia, marxista leninista. Il capo supremo era Fosco Dinucci, ex comandante partigiano di Prato. Eravamo assieme a Firenze a preparare il decimo anniversario della fondazione del partito. Io avevo appena rifiutato di partire per un viaggio in Albania, perchè per fare parte della delegazione bisognava tagliarsi la barba e non ne avevo nessuna voglia. Sapevo disegnare e per il Congresso mi fanno preparare le gigantografie di Marx, Engel, Lenin e Stalin. Io li disegno, ma sotto i primi
lucidi con le iconografie classiche dei padri del marxismo-leninismo ne preparo altri quattro, con gli stessi personaggi, ma senza barba e baffi, in versione "albanese". Sergio Staino si mette a ridere come un matto, Fosco Dinucci assolutamente no! Mi mette sotto inchiesta, come già aveva fatto altre volte, accusandomi di essere un dissacratore. Per farla corta, sia io che Sergio siamo stati espulsi."
Dall'espulsione Staino trae nuova linfa e decide di realizzare alcune strisce a fumetti che vedono protagonista un personaggio panciuto e occhialuto, ispirato a Carino. Infila le tavole in un tubo e le invia ad Oreste del Buono e a Linus, alla fine del '79, scrivendo:"liberatosi da quest'incubo il 1° maggio (bella data) di quest'anno... dopo una lunga, piacevole e salutare vacanza al mare (dopo anni di delegazioni in Albania...) l'autore ha ridato sfogo agli istinti più bassi tentando di far uscire il disegno dall'estemporaneità e portarlo a livelli professionali."
Dopo la nascita di Bobo, Staino e Carino hanno collaborato insieme ad alcuni fumetti, tra cui Coppia a perdere (Orient Express, 1983) e il più recente Il fucile e la rosa (Coconino, 2005). Ricorda, ancora Carino: "In quegli anni, quando io e Staino stiamo assieme, tanti chiedono l'autografo a me, e Sergio si arrabbia moltissimo."

Sergio Staino e Gianni Carino/Bobo presentano il loro libro

Fonte: Venerdì di Repubblica


lunedì 18 agosto 2008

Scoperto in Serbia un giacimento di Kryptonite

La ricordiamo tutti verde, ma i superappassionati di Superman sanno che la kryptonite, il minerale letale per il supereroe, ha assunto negli anni i colori più diversi. Nel 2006, il film Superman Returns ne ha rivelato anche la composizione: Silicato di Sodio Litio Boro con Fluoruro.
L'anno seguente un minerale bianco sconosciuto è stato ritrovato nella regione serba di Jadar dagli scienziati del Museo di Storia Naturale di Londra. Il direttore del Museo, Chris Stanley, ha dichiarato che il nuovo minerale scoperto ha una composizione chimica che rimanda straordinariamente alla kryptonite del film. E’ lui stesso direttore ad averne notata casualmente la somiglianza facendo delle ricerche nel Web.
L’equipe che ha rinvenuo il minerale lo ha battezzato jadarite, dalla zona di ritrovamento, ma per tutti sarà sempre Kryptonite!

Per conoscere meglio la Kryptonite/Jadarite: mindat.org

Fonte: la Repubblica (24 aprile 2007)

domenica 17 agosto 2008

Le origini segrete di Rat-Man


Nel mondo del fumetto - come in quello del cinema - vi sono star che prima di diventar famose hanno interpretato ruoli di cui non vanno assolutamente fiere.
E' il caso di Rat-man. Oggi stella di prima grandezza del panorama del fumetto italiano, ma in passato ha "recitato" in un fumetto porno.
Nel 1989, infatti, solo un anno prima dell'esordio ufficiale del supertopo di Ortolani, è uscito nelle edicole, edito da Renzo Barbieri, un tascabile porno dal titolo "Ratman". L'albo, realizzato dal duo Ventura-Pinaglia, ha come protagonisti gli aitanti Ratman e Trombyn, che dietro l'apparenza di tombeur de femmes nascondono in privato una torbida e "gaia" relazione.

sabato 16 agosto 2008

L'ombra del KGB dietro i Puffi

I fumetti dei Puffi sono stati un tentativo mediatico d’indottrinamento politico a favore del modello di vita comunista e sovietico in particolare.
Nel fumetto creato dal belga Peyo nel 1958, in piena guerra fredda, è immediato modelli di comportamento con richiami espliciti al marxismo-leninismo. Si ipotizza, perfino, che dietro la creazione dei piccoli omini blu vi sia addirittura il KGB.
Il villaggio dei Puffi è un esempio di kolchoz comunista, con un’economia pianificata e centralizzata sul modello socialista, in cui non esistono attività private a fini di lucro, né è presente una qualsiasi forma di mercato (e di moneta). Tutto avviene, invece, per principi redistributivi secondo criteri esclusivamente egualitaristici.
Nella società dei Puffi non vi sono classi sociali, non esiste una borghesia, poichè i mezzi di produzione appartengono al popolo. Il proletariato dei Puffi si è emancipato dalla schiavitù borghese e vive applicando le idee del socialismo reale.
Peyo ha anche omaggiato Karl Marx, autore de "Il Capitale" e capostipite dell'idea socialista, dandone le fattezze a Grandepuffo, membro anziano della comunità e capo indiscusso del villaggio con potere decisionale in ogni ambito della vita sociale.
E Gargamella? E’ ovvio: il mago, nemico giurato dei piccoli omini "rossi", con la sua ossessione di catturarli per trasformarli in oro, è la palese incarnazione del capitalismo occidentale.

Fonte: Falcemartello

Topolino è nato a Napoli



NOSTRA ESCLUSIVA - Dal 1920 la fabbrica di distillati La Sorgente produce liquori e sciroppi a Caivano, cittadina di poco più di trentamila abitanti nei pressi di Napoli.
Da tale data - assicurano nell’azienda – il marchio è sempre stato un topo che sostiene una bottiglia, uguale al Topolino
delle origini, con tanto di pantaloncino a due bottoni e guanti.
La leggenda vuole che Topolino sia stato creato da Walt Disney nel proprio garage di casa nel 1928, solo otto anni dopo la nascita dell’azienda napoletana e del topo di Caivano!

Il disegno, che campeggia su tutte le etichette dei liquori, pare sia opera di un simpatico e scaltro ragazzo di nome Michele

Sorece, partito a metà degli anni Venti del secolo scorso da Caivano, per cercare miglior fortuna nelle "Americhe".
L'avventuroso Sorece si imbarcò dal porto di Napoli e, dopo un paio di settimane, raggiunse gli Stati Uniti a bordo di una delle navi che hanno portato milioni di emigrati tra il 1892 e il 1954. Le ricerche effettuate via web negli archivi di Ellis Island non hanno fornito prove del passaggio di Sorece, forse per uno dei numerosi e comprensibili errori di trascrizione dei documenti.
Un compaesano di Sorece racconta, però, di averlo incontrato nel 1927 a Kansas City, dove Sorece fu aiutato nei primi momenti di diff
icoltà da un giovane del luogo di nome Walter Elias, a cui per riconoscenza il ragazzo regalò una bottiglia di Anice Reale con l'etichetta del topo, che Sorece aveva portato con sè da Caivano...

Gli agguerriti legali della Disney a Caivano
non si sono mai fatti vivi per tutelare i diritti d'autore di Mickey Mouse.
"Vengano pure, che gli offrimm' 'na bella tazzulella 'e cafè!" - dicono nell'azienza campana.
Intanto il topo sorride sornione dall'etichetta di una bottiglia di sciroppo.